Domenico Maria Canuti
(Bologna 1625 – 1684)

Volumnia e Coriolano

Olio su tela, cm 80 x 170


Trambusto, gesti e sguardi, a pochi passi da Roma, come ci informa la sagoma della piramide Cestia e il tamburo della Mole Adriana. Volumnia coi suoi pargoli, la madre Veturia e un drappello di giovani amiche, fa scudo col proprio corpo alla città, sbarrando il passo al marito Gneo Marcio detto Coriolano (per il valore mostrato nella conquista di Corioli), deciso a marciare alla testa dei Volsci contro il suo stesso popolo, per vendetta. Il coraggio delle più deboli è premiato, mentre è incerta la fine del condottiero romano, tra chi lo vuole spento tra gli agi e chi, invece, passato a fil di lama (come Shakespeare nel suo Coriolanus: «yet he shall have a noble memory»).