Giuseppe Maria Crespi detto lo Spagnuolo
(Bologna 1665 – 1747)

San Giovanni Battista battezza le folle

Olio su tela, cm 67,5 x 94


Una voce che grida nel deserto. Al calare della sera, s'assiste nella valle angusta a uno scambio di notizie, un mercato di chi s’incontra, tra chi va e chi viene, e chi giunge sopra una chiatta, perché dopotutto «questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando». «Battezzatore» è detto Yahya anche nel Corano, «lampada, che arde e risplende» (Giovanni: 5, 35), ma non abbastanza da rischiarare attorno a sé. La sua fine è nella fortezza di Macheronte, decretata da Eroda Antipa. Si direbbe quel «San Giovanni Battista battezza molte figure con Paese, mezzana grandezza» ricordato da Oretti in palazzo Aldrovandi, in Strada di Galliera, anche allora in suite con «La Strage degli Innocenti … Simile a quella che intagliò in rame» (ms. B 104, parte II, c. 6), confluiti entrambi in collezione Ferratini, prima di approdare in queste stanze.