Gaetano Cittadini
Bologna 1713 (?) – 1770)

Erminia tra i pastori

Olio su tela, cm 126 x 172


sopra una lapide affissa sul fianco della torre diroccata, sulla sinistra: «1729 / G. C.»


Erminia è appena sfuggita a Tancredi. Mesta (per l’amore suo non corrisposto) e 
trafelata, giunge ad un’apertura nel bosco quando, d’un tratto:
«i suoi lamenti [son]
rotti da un chiaro suon ch’a lei ne viene,
che sembra ed è di pastorali accenti
misto e di boscareccie inculte avene.
Risorge, e là s’indrizza a passi lenti,
e vede un uom canuto a l’ombre amene
tesser fiscelle a la sua greggia a canto
ed ascoltar di tre fanciulli il canto», canta il Tasso (1581, VII, 6).

Una luce accecante nel cielo alle sue spalle. Non a caso nella sua breve Vita Luigi Crespi ricordava come [Gaetano] «ha dipinto paesi, e lodevolmente sì in grande, che in piccolo, facendovi inoltre le macchiette sì ben toccate, e con tinte sì lucide, che sembra, che vi batta il Sole». (1769, III, p. 128).