Antonio Gionima (?)
(Venezia 1697 – Bologna 1732)

Cristo e l’adultera

Olio su tela, cm 144 x 184


Resta un mistero, sul quale a lungo si è dibattuto. Era, forse, l’elenco dei peccati; quello dei peccatori? Non lo sapremo mai, perché neppure Giovanni rivela quel che il Cristo scriveva col dito sulla terra fresca (8: 1-11). La folla non manca, attorno alla donna sorpresa in adulterio; eppure stanno tutti zitti, col capo basso, evitando il nostro sguardo. Sarà stata forse la coscienza sporca a farli scemare in silenzio, «uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi»? I bruni sono cavati dalla tavolozza dell’ultimo Crespi, lo Spagnuolo di Bologna, così da far giungere, fin da quando era nella raccolta Zacchia Rondinini, il nome del Gionima, suo migliore allievo; ma in queste cose non v’è certezza, e l’attribuzione resta un mistero.