Simone Cantarini
(Pesaro 1612 – Verona 1648)

Adorazione dei Magi

Olio su tela, cm 212 x 158


Nessuno si muove, nel lungo tempo di posa. Solo il paggio sul margine sinistro volge il capo al pittore, senza tradire emozione. V’è un’aria mesta, di malinconico presagio, di tardo meriggio estivo, quando le promesse della mattina sono già svanite e la notte s’avvicina a grandi passi. La fine di una estate, in uno scatto raggelato sul finire della vita. Si pensa, infatti, che la monumentalità solenne dei corpi panneggiati, il soffermarsi sugli sguardi, sui volti gravi e cupi e privi di sorriso, sia quel che resta d’un viaggio a Roma, dove la lezione tarda di Guido, suo maestro, si sarebbe sporcata con la quotidianità dei pittori della luce e delle ombre.


Fig. 2: Simone Cantarini, Adorazione dei Magi. Stoccarda, Staatsgalerie, Graphische Sammlung, Sammlung Schloss Fachsenfeld, © 2017.