Giuseppe Maria Crespi detto lo Spagnuolo
(Bologna 1665 – 1747)

Adorazione dei Magi

Olio su tela, cm 150 x 110


Accosta all’orecchio la sua pisside dorata, come per ascoltarne un rumore interno, un tintinnio, per assicurarsi che sia tutto a posto, l’anziano Magio inginocchiato. Il momento solenne è rotto però da un vociare, e il moro coronato gira il capo a dar retta al suo attendente. Anche Giuseppe sembra distratto, rivolge la parola fuori campo alle spalle della giovane moglie. Il buio è cupo come la pece, oltre l’altro spigolo di macigno, su cui poggia la base d’una colonna. Magari si tratta di quel dipinto ricordato da Zanotti (1739, II, p. 44): «Fece ancora per il marchese Antonio Pepoli un quadro dell’adorazione d’ Magi, molto bello». Magari no; certe parti meno riuscite fanno pensare all’intervento della sua numerosa Famiglia.